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Viaggio nella valle D'Itria di Michele D'Ambrosio
autore: Michele D'Ambrosio



>Il nome Valle d'Itria dovrebbe derivare dal culto orientale dei
>monaci basiliani della Madonna d'Hodigitria (cioè che indica la via)
>protettrice dei viandanti, i quali fondarono proprio nella Valle
>d'Itria un sito monastico (ora Chiesa di Sant'Antonio ai Cappuccini di
>Martina Franca
) dove fu trovato un affresco raffigurante la Madonna
>Odegitria.
>La Valle d'Itria è un territorio situato sull'altopiano delle estreme
>murge sud-orientali pugliesi al confine tra le province di Bari,
>Brindisi e Taranto. Il termine Murge, deriva dal latino murex
>(sporgenza rocciosa) e viene assegnato alla parte centrale della Puglia
>con una estensione dal corso inferiore dell'Ofanto alla soglia
>Messapica, fra Taranto e Brindisi, dall'Adriatico alla "Fossa
>Bradanica".
>La Valle d'Itria è la valle dei trulli per antonomasia. In essa si
>riscontra la massima concentrazione di trulli sparsi che creano un
>paesaggio unico al mondo nel quale l'accecante colore bianco della
>calce, usata per imbiancare le "casedde", contrasta con il colore rosso
>della terra. Il termine trullo deriva dal latino turris, trulla, o dal
>greco tholos, termini significanti cupola. Si tratta, comunque, di un
>termine piuttosto recente e sicuramente di derivazione dotta e
>scientifica in quanto la gente del luogo chiamava queste costruzioni a
>secco semplicemente "casedda", cioè piccola casa.
>Secondo alcuni studiosi la Valle d'Itria costituisce un "distretto
>nel quale la grande abbondanza dei sassi, delle pietre sparse dovunque
>sul terreno, ha suggerito all'uomo di farne la sua ricchezza, compiendo
>una della mirabili trasformazioni che l'azione umana abbia mai
>apportato alla condizione del terreno". L'esempio tipico di questa
>mirabile trasformazione è rappresentato dai vigneti. L'impianto della
>vite, su quasi la totalità del territorio, fu avviato dalla fine
>dell'ottocento agli inizi del novecento, a seguito della distruzione
>dei vitigni francesi causata dalla fillossera che determinò tra i
>contadini pugliesi, e in particolare in quelli della Valle d'Itria,
>quella che venne definita la febbre della vigna che interessò
>contadini, massai, agrari e braccianti.
>Il laborioso e inventivo lavoro dei contadini ha creato questo
>paesaggio spontaneo caratterizzato oltre che dai trulli (per la maggior
>parte utilizzati e in buono stato di conservazione) anche da terreni
>geometricamente divisi dai muretti a secco, uliveti e vigneti, mandorli
>e frutteti.
>Con forza e duro lavoro generazioni di contadini e allevatori hanno
>legato le loro speranze di riscatto economico a questo territorio aspro
>e difficile, producendo reddito senza distruggere le poche risorse
>naturali disponibili e praticando, inconsapevolmente, quello che oggi
>viene definito "sviluppo sostenibile".
>L'immagine del trullo è da sempre associata alla Puglia come una
>delle espressioni più tipiche della sua anima contadina, trovando la
>consacrazione assoluta e monumentale nella città di Alberobello.
>L'originalità ed il fascino del trullo sono contenuti nella sua
>capacità di conservare nel tempo la vitalità e l'uso del passato; esso,
>infatti, non si è trasformato in monumento rudere, ma, sfidando i
>secoli, rimane depositario di quella civiltà contadina che, pur tra
>ansie e tanti sacrifici, è riuscita a conservare il giusto rapporto
>uomo-ambiente, trasmettendolo alle nuove generazioni.
>Le origini dei trulli risalgono ad epoche preistoriche e sono
>presenti in numerose zone della terra: Spagna, Isole Canarie, Irlanda,
>Gran Bretagna, Scozia, Dalmazia, Danimarca, Siria, Libia e Sud Africa.
>Tuttavia, nel corso degli anni, queste costruzioni primordiali si sono
>progressivamente perfezionate, trasformandosi da ripari di fortuna in
>abitazioni vere. I trulli della Puglia in modo particolare, per la loro
>continuità d'uso e per una serie di ragioni economiche, sociali e
>culturali, si sono sviluppati assumendo delle proprie caratteristiche
>architettoniche molto più evolute rispetto alle altre tipologie a
>trullo presenti nel resto del mondo, divenendo un patrimonio artistico
>unico nel suo genere.
>La loro struttura ruota intorno all'innesto di una forma conica su
>una sottostante struttura solitamente cubica, proponendo tra l'altro la
>singolare geometria della cosiddetta falsa cupola, ottenuta mediante la
>sovrapposizione di filari concentrici di chiancarelle (lastre di pietra
>calcarea) che vanno via via avvicinandosi al centro. In questo modo e
>senza nessuna impalcatura viene creata la volta del trullo, che si
>regge per gravità e per contrasti laterali.
>I tetti riportano ancora oggi i simboli (disegni di animali, ferro di
>cavallo, trifoglio, le corna di bue, il cuore trafitto, l'alfa e
>l'omega, la croce ed i segni zodiacali, pianeti, stelle) dipinti a
>calce sul cono ed il loro scopo era quello di scacciare il malocchio o
>come augurio di buona fortuna e prosperità agli abitanti degli stessi.
>Un altro aspetto non secondario che qualifica il trullo è rappresentato
>dalla sua funzione termoregolatrice del microclima interno al variare
>del clima esterno. L'elevato spessore delle sue murature assicura una
>attenuazione delle escursioni termiche giornaliere e stagionali.
>Ancora oggi la Valle d'Itria si popola in estate di villeggianti che
>trascorrono una vacanza in campagna; sono in molti a possedere un fondo
>con il trullo o la lamia (tipica abitazione con la volta a stella), il
>più delle volte ereditati.
>Alcuni trulli vacanze sono accuratamente accessoriati e arredati,
>dotati di ogni confort e spesso anche con una grande piscina. Altri
>trulli disponibili per le vacanze sono più semplici, con un fascino
>antico e un arredamento spartano e contadino.
>Nel corso degli ultimi cinque anni, il mercato immobiliare dei
>trulli, che è comparabile ad altri mercati di nicchia come quello dei
>casali del Chianti o dei dammusi di Pantelleria, è stato caratterizzato
>da una forte componente di domanda estera, soprattutto inglese (circa
>il 70%) alla quale si associa quella olandese e francese, il che ha
>portato a parlare anche per la Puglia di un trullishire come è avvenuto
>per il chiantishire.
>La Toscana, dopo molti anni di indiscussa leadership nazionale,
>lascia così la corona di regione principe per gli acquisiti di inglesi
>alla Puglia. I fattori che contribuiscono a tenere alta la domanda sono
>il cambio favorevole della sterlina, la differenza dei prezzi rispetto
>all'inavvicinabile mercato immobiliare inglese, l'elevato valore
>storico degli immobili e una regione con un clima favorevole che ha il
>vantaggio di coniugare la vicinanza al mare con la possibilità di
>risiedere in campagna, circondati dal verde.
>In tema di preferenze, gli italiani cercano immobili nei pressi di un
>centro cittadino o vicino al mare, gli inglesi prediligono la quiete e
>una vita a misura d'uomo lontani dal caos.
>La presenza inglese è aumentata in seguito all'intensificarsi dei
>voli aerei, soprattutto delle compagnie low cost, che collegano Bari e
>Brindisi con la città di Londra con notevoli vantaggi per tutto il
>sistema economico del territorio: dalle ristrutturazioni edilizie, al
>turismo, dalla valorizzazione dei prodotti enogastronomici ed alla
>ristorazione. 
>Il primo approccio con l'affare avviene via Internet. Le agenzie
>immobiliari specializzate in questo settore forniscono anche assistenza
>linguistica, legale e tecnica agli investitori stranieri, integrando
>molto spesso il servizio di intermediazione con quello di
>ristrutturazione.
>L'andamento dei livelli occupazionali all'interno del distretto è
>caratterizzato da tendenze contrastanti nei diversi Comuni.
>Sostanzialmente, la dinamica occupazionale del distretto, anche in
>relazione ai settori di attività, sottende a due tendenze
>significative:
>* nelle aree produttive più mature, quali in particolare Putignano e
>Martina Franca, si rileva un consolidamento della dimensione
>occupazionale nell'industria a fronte di un potenziamento dei
>servizi;
>* gli altri Comuni che tradizionalmente presentavano un'attività
>manifatturiera più contenuta hanno registrato dinamiche molto positive
>rispetto allo sviluppo occupazionale nel settore industria a scapito
>della relativa importanza del settore dei servizi.
>Nonostante il graduale affievolirsi della relativa importanza del
>settore agricolo nella struttura occupazionale dei Comuni distrettuali,
>la sua presenza rimane saldamente legata alle tradizioni pastorizie del
>territorio, nonché alla buona qualità della superficie agricola che si
>estende sul 78% circa dell'intera superficie territoriale, rasentando
>un tasso di utilizzo dell'80% (la superficie agricola disponibile
>misura 562,74 Kmq contro quella effettivamente utilizzata di 454,66
>Kmq). Le produzioni tipiche locali hanno sostenuto la graduale
>formazione di un articolato sistema agro-alimentare con più centri di
>specializzazione:
>*  la lavorazione lattiero-casearia è localizzata prevalentemente nei
>Comuni di Putignano, Martina Franca e Noci;
>* la produzione enologica è più presente nei Comuni di Martina Franca
>e Locorotondo;
>* la trasformazione delle carni è fortemente associata con il Comune
>di Martina Franca.
>Con riferimento specifico alle attività extra-agricole, la
>composizione dell'attività economica denota l'importante presenza dei
>settori del commercio e del terziario in generale. Più nel dettaglio, i
>dati recenti dell'ISTAT rilevano la presenza complessiva di 10.672
>unità locali che occupano 41.489 addetti, diversamente distribuiti nei
>vari settori specifici:
>* il settore dei servizi privati è attivo con il 26% delle unità
>locali censiti ed il 22% degli addetti;
>* il settore del commercio, sia all'ingrosso sia al dettaglio, si
>colloca al primo posto in termini di unità locali con il 36% sebbene
>occupi il 18% degli addetti;
>* il settore manifatturiero incide per il 39% sul numero degli
>addetti, rispetto al 34% delle unità locali attive;
>* il settore delle istituzioni e dei servizi pubblici conta infine il
>5% delle unità locali, mentre incide per il 22% sul totale degli
>addetti, con un'incidenza piuttosto significativa nel Comune di
>Putignano.
>All'interno dei vari settori economici, si segnalano alcuni
>interessanti specializzazioni caratterizzate soprattutto da:
>* la diffusa presenza di aziende manifatturiere attive nella
>produzione tessile-abbigliamento;
>* la costante evoluzione del sistema turistico, soprattutto nell'area
>della Murgia dei Trulli.
>Il Distretto dei Trulli si distingue per la sostenuta spinta
>imprenditoriale, soprattutto nel settore manifatturiero dove la
>relativa vocazione imprenditoriale si colloca su posizioni molto alte
>rispetto ai valori medi regionali e nazionali, con la presenza presunta
>media di un imprenditore per ogni 38 abitanti del distretto.
>In conclusione vi è da dire che l'Area della Valle d'Itria appare
>caratterizzata da una discreta base produttiva legata principalmente al
>settore dell'abbigliamento e, in misura più ridotta, all'agro-
>alimentare ed al sistema agrituristico che è apprezzato da una
>clientela che da locale va sempre più ingrandendosi a livello nazionale
>ed internazionale. Su questo sistema produttivo "leggero" locale e
>sulle prospettive di consolidamento e miglioramento dei risultati
>raggiunti si fonda la costruzione delle strategie di intervento
>nell'ambito delle esperienze di programmazione locale, con procedure
>concertative-negoziali finanziate dall'Unione Europea. Ma la Valle
>d'Itria si caratterizza soprattutto per un'ambiente-paesaggio esclusivo
>che sarà tanto più conosciuto ed apprezzato dal turismo culturale
>quanto più rimarrà funzionale alle finalità che l'hanno generato:
>l'agricoltura ed in particolare la viticoltura, l'allevamento e le
>produzioni tipiche, in una società capace di coniugare lo sviluppo
>economico con la tutela dell'ambiente e la conservazione delle risorse
>per le generazioni future.
                        

                                                                                         Michele D'Ambrosio



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