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Le misure di prevenzione patrimoniali di Mariella Sisto

Il seminario, molto interessante se si guarda al numero dei partecipanti, tenuto presso il Park Hotel San Michele di Martina Franca ha avuto al centro delle argomentazioni e delle riflessioni le misure di prevenzione patrimoniali. E’ stato, sin da subito, posto il distinguo tra questa misura (ovvero la misura patrimoniale) e le altre misure del codice penale, che invece prevedono la effettuazione di un determinato reato. In concreto la misura di prevenzione (sequestro o confisca) viene applicata in linea generale per due finalità : 1- nell’interesse e per la tutela della collettività; 2-per frenare e/o per reprimere il formarsi ed il consolidarsi di capitali illeciti.
La misura di prevenzione si divide in: personale (obbligo di dimora, sorveglianza speciale, ecc); patrimoniale ( implica, a differenza della prima, misure adottate nei confronti del capitale, mobile o immobile). Inoltre, mentre per l’attuazione delle misure personali serve una situazione di associazione a delinquere (o commercializzazione di tabacchi esteri od altre fattispecie criminali) contingente o d’attualità, per l’adozione delle misure patrimoniali non è necessario il predetto elemento, essendo sufficiente il sorgere di indizi (del tipo predetto) anche nati successivamente al momento della emanazione della misura.
Nel magma normativo, sono varie le fonti legislative che caratterizzano questo tipo di intervento della Procura , il codice penale, il codice di procedura penale, il codice in materia di dati personali, il decreto legislativo n. 196 del 2003, le sentenze della Suprema Corte o Corte di Cassazione, che, de facto, attraverso i loro provvedimenti in ultimo grado di giudizio, producono effetti nel panorama della giurisprudenza.
Dulcis in fundo, a condizionare l’esito dopo il non facile operato dei tribunali ci sono le normative comunitarie o sovranazionali, che hanno la precedenza sulle singole leggi degli Stati Membri dell’Unione Europea. Appare facile, quindi, comprendere come l’organo giudicante debba sentenziare previo il raffronto delle svariate fonti normative presenti e attinenti al proprio ambito di competenza.
Un altro aspetto interessante è stato quello di riflettere sul fatto che nel nostro bel paese, la formazione e lo sfornare nuove leggi, che hanno inciso notevolmente sul territorio, dando colpi durissimi alla mafia e alle altre organizzazioni dedite ad attività criminose, sia stato causato dal verificarsi di eventi tragici; basti pensare alla legge 575 del 1965 (cosiddetta legge antimafia approvata temporalmente dopo la strage del 1963 in cui persero la vita sette persone) e alla legge 356 del 1992 nata in seguito alla strage di Capaci (evento tragico in cui perse la vita il Giudice Giovanni Falcone unitamente alla moglie e agli uomini della scorta). (riepilogo storico effettuato dall’avv. La Scala).
Al convegno hanno apportato il loro prezioso contributo, il Procuratore Aggiunto di Taranto dott. Pietro Argentino, sotto il profilo procedimentale ed investigativo; l’Avvocato Antonio Maria La Scala, in qualità di difensore tecnico e di presidente dell’Associazione GENS NOVA, il Capitano dott. Carmelo Salomone comandante della Guardia di Finanza di Martina Franca, che, nel proprio settore di competenza ovvero di indagini ed accertamenti di natura fiscale e patrimoniale, ha riepilogato il proprio sistema di operare nel territorio; la dott.ssa Mariella Sisto in qualità di moderatore. L’ultimo intervento anch’esso di notevole utilità, (non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per i non addetti) quello dell’avv. Donato Muschio Schiavone, che si è ricollegato all’intervento del Capitano dott. Salomone, ha evidenziato come spesso, in determinati accertamenti, viene meno il codice di protezione dei dati personali, poiché, specificatamente nel concreto, il codice prevede che gli organi investigativi debbano utilizzare nelle fasi del procedimento i documenti originali ed integrali, piuttosto che semplici schede riepilogative.
A nostro parere, questo evento è prova di come l’associazionismo possa produrre effetti positivi sul territorio. L’apporto di vari enti,( associazioni, enti statali, forze dell’ordine, ecc.) ognuno nei propri ambiti di competenza ed in una logica non più di organi separati, produce giustizia, formazione e sviluppo positivo del territorio.
L’incontro si è concluso con il ringraziamento, per l’intera logistica del convegno, al Pres. Sermartina, Luca Genco, coadiuvato dai soci, Mariella Sisto, Martino Salamina, Rocco Lamorte, Franco Convertini, Sara Alba, Donato Greco, Angelo Turnone, Mino Scarnera, Claudia Minervini, Bruno Contento, Giuliana Argese, Giovanni Genco, Francesca Genco, Michele Cito, Maria Stella Sisto, Cinzia Lorusso, Giuseppe Blasi.

Mariella Sisto