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Relazione convegno sull’ambiente di Ada Vicenti

Ancora una volta la nostra Associazione si è interessata di un argomento troppo spesso trascurato: la tutela dell’ambiente. Il giorno 23 Ottobre 2009, alle ore 18.00, presso l’Hotel Scandic in Bari, si è svolto l’incontro dal tema: “Nuove forme di aggressione all’ambiente”, con relatori il nostro Presidente Avv. Antonio Maria La Scala, il Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Bari, Dr. Renato Nitti, la Sig.ra Donatella Matteazzi, Responsabile tecnico ambientale nonchè docente di tecnica e legislazione ambientale, e, infine, il Dott. Marcotriggiano Giuseppe, Comandante stazione Bari Corpo Forestale. Il nostro Presidente, dopo aver presentato gli illustri relatori e salutato il pubblico in sala, ha introdotto il tema della serata, evidenziando la violenza inaudita che ogni giorno viene perpetrata contro l’ambiente che ci circonda, in totale spregio delle norme di legge vigenti. Basti pensare al clamoroso caso della Campania, in cui una quantità inimmaginabile di rifiuti tossici ha letteralmente invaso la regione, compromettendone irrimediabilmente l’equilibrio naturale. I reati ambientali integrano gravi atti di violenza contro la natura che comportano conseguenze disastrose sulla salute dell’intera comunità; l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo con cui ci nutriamo risentono profondamente dell’inquinamento causato dall’uomo.Il Pubblico Ministero, dr. Nitti, riprendendo la riflessione del Presidente circa la scarsa attenzione dell’opinione pubblica sul tema in discorso, ha parlato di una “emergenza non emergente”, ossia di un grave problema di cui, però, non sia ha l’esatta percezione, in cui, cioè, le vittime non sanno di esserlo. “Se ci fosse una scena del crimine, tutti ne faremmo parte”: così ha sintetizzato il dr. Nitti.

L’argomento affrontato dal P.M., in particolare, è stato quello relativo al controllo delle merci – in entrata e in uscita- che transitano sul nostro territorio. Sussiste una reale difficoltà di individuare “merci a rischio”, come i rifiuti pericolosi, in quanto i controlli doganali spesso sono solo formali.

Basti pensare che sia i sottoprodotti, sia i rifiuti, sia le materie secondarie, sono classificati dalle Autorità doganali come “merci”. Pertanto, una quantità indeterminata di “merce a rischio” di vario genere (polietene, plastica, prodotti ferrosi, rame) viaggia all’interno del nostro Paese in assenza di controlli sostanziali effettivi.
Così. da un rapporto della Guardia di Finanza del 2007, non si evidenziano transiti palesi di rifiuti sulla linea doganale di Bari, Brindisi e Lecce. Questo dato potrebbe significare che i controlli doganali scoraggiano i traffici di rifiuti oppure, più verosimilmente, che non sono stati acquisiti elementi sufficienti per affermare l’esistenza di traffici illeciti.
Il P.M dr. Nitti, per concludere, ha illustrato i risultati di una indagine molto interessante condotta da Greenpeace: è stato impiantato un supporto GPS all’interno di un televisore usato –non più funzionante- per seguire il percorso dell’elettrodomestico ed individuarne la destinazione finale. Il risultato è stato sorprendente: il televisore, infatti, è finito in Africa, precisamente ad Alaba, dove esistono enormi discariche di rifiuti molto pericolosi, a causa dei quali la gente continua ad ammalarsi gravemente.
E’ seguita la relazione della Sig.ra Donatella Matteazzi, Responsabile Tecnico Aziendale, esperta e consulente in materia ambientale e docente in tecnica e legislazione ambientale. La relatrice ha fatto riferimento alla normativa in materia (D.Lgs. n.152/06; D.Lgs. n.4/08; Direttiva Europea 2008/98/CE; D.Lgs. n.22/97), evidenziando la necessità per le imprese italiane di avere regole certe da osservare per poter svolgere serenamente la propria attività e non incorrere in pesanti violazioni.
Fondamentale è la distinzione tra rifiuto, sottoprodotto e materia prima secondaria, tenendo conto che a volte non è facile distinguere tra le tre categorie e che anche sostanze apparentemente “insospettabili” possono costituire rifiuti pericolosi. Ad esempio, il siero da latte derivante dalla produzione della mozzarella è classificato come un rifiuto molto pericoloso, perché ha un’azione di impermeabilizzazione del terreno e può causare fenomeni di desertificazione.
L’incontro si è concluso con l’intervento del Dr. Marcotriggiano, che è stato incentrato sugli aspetti più tecnici del tema. Il Comandante della Stazione di Bari del Corpo Forestale si impegna con passione ormai da molti anni per tutelare il nostro territorio, troppo spesso oggetto di sfruttamenti e aggressioni che ne compromettono le caratteristiche morfologiche. La provincia di Bari, di natura prevalentemente carsica si distingue per la presenza di numerose lame; il loro arbitrario sfruttamento ha spesso creato danni consistenti alla nostra regione, le cui risorse andrebbero tutelate e arricchite, piuttosto che depredate da persone senza scrupoli.

 Ada Vicenti